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Pubblicato il 13 aprile 2026

Il phishing nell’e-banking: Quando la telefonata della «banca» è una trappola

Quasi ogni giorno riceviamo tentativi di phishing o frode nella nostra casella di posta elettronica o sui nostri smartphone. Molti di questi tentativi criminali vengono individuati ed eliminati. Tuttavia, proprio nel contesto dell’e-banking, spesso basta una telefonata formulata in modo credibile, un numero di telefono apparentemente ufficiale o un SMS con un codice di conferma perché i truffatori riescano a ottenere dati sensibili. Simili situazioni comportano rischi considerevoli. La campagna nazionale di sensibilizzazione S-U-P-E-R.ch 2026, all’insegna del motto «SUPER, NO?», invita quindi a verificare sempre la plausibilità delle informazioni e ad attenersi alle note strategie di sicurezza informatica.

Tramite il phishing nell’e-banking i criminali spesso si spacciano per dipendenti di una banca o del suo reparto addetto alla sicurezza. Affermano di voler bloccare un pagamento sospetto, che una determinata transazione sia errata o che un problema di sicurezza debba essere risolto immediatamente. In alcuni casi, le vittime vengono ulteriormente messe sotto pressione tramite SMS e codici.

Verificate la plausibilità della comunicazione

Proprio perché questi primi contatti appaiono molto professionali, è opportuno prestare particolare attenzione. Il contenuto, lo svolgimento della comunicazione e le motivazioni addotte sono realistici? Alcune affermazioni possono sembrare plausibili, ma a un esame più attento risultano incoerenti. Ad esempio, una banca è in grado di identificare un addebito, ma di norma non sa quale prodotto o servizio specifico sia stato acquistato. Se al telefono vengono fornite informazioni molto dettagliate su un presunto acquisto, è dunque opportuno essere particolarmente cauti.

Non lasciatevi mettere sotto pressione

Il phishing si basa su un senso di emergenza artificiale. I truffatori affermano che è necessario bloccare immediatamente un pagamento, proteggere un conto o risolvere un problema in tempi rapidi. L’obiettivo è sempre quello di indurre le vittime ad agire in fretta, senza valutare con calma la situazione. Siate quindi diffidenti nei confronti di telefonate in cui si annunciano conseguenze quali la perdita di denaro, una denuncia penale o il blocco di un conto. Interrompete immediatamente questo tipo di telefonate e contattate personalmente la vostra banca esclusivamente tramite il numero ufficiale o l’app della banca.

Non divulgate mai i vostri dati di accesso o codici

Attraverso tecniche come il phishing, il vishing o lo smishing, i criminali cercano di ottenere dati riservati quali password, dati delle carte di credito o codici monouso. Queste informazioni vengono poi utilizzate in modo fraudolento per accedere direttamente all’e-banking o per eseguire pagamenti. I dati personali, come le password o i dati della carta di credito, non dovrebbero quindi mai essere comunicati su siti web a cui si accede tramite un link né al telefono. Nessuna banca né alcun gestore di carte di credito chiederà mai ai propri clienti via e-mail di rivelare le password o di verificare i dati della carta di credito.

Non consentite a nessuno di accedere da remoto ai vostri dispositivi

Un pericolo particolare è rappresentato dai casi in cui le vittime vengono invitate a installare un software di manutenzione remota sul proprio smartphone o computer. Successivamente, viene loro chiesto di eseguire diverse operazioni nell’online banking, con il pretesto di bloccare pagamenti fraudolenti. Nel frattempo, però, i criminali utilizzano i dati ottenuti per accedere al servizio di e-banking ed effettuare pagamenti a loro piacimento. Se vi viene chiesto di installare un programma di accesso remoto, interrompete immediatamente la conversazione. Qualora sia già stato concesso l’accesso remoto, è necessario disinstallare immediatamente il software e far controllare il dispositivo da un tecnico specializzato.

Utilizzate soltanto i canali ufficiali

Non fornite mai dati personali su un sito web a cui avete avuto accesso tramite un link contenuto in un’e-mail o in un SMS. Utilizzate invece sempre l’app ufficiale oppure digitate personalmente l’indirizzo della vostra banca nel browser. Attivando l’autenticazione a due fattori potrete godere di una protezione aggiuntiva. Anche in questo caso vale quanto segue: questo passaggio aggiuntivo può sembrare un po’ più complicato, ma è una misura di protezione semplice ed efficace!

Agite immediatamente in caso di divulgazione dei dati

Se avete fornito i dati della vostra carta di credito, contattate immediatamente il gestore della carta di credito per farla bloccare. Se avete fornito una password, modificatela immediatamente su tutti i servizi in cui la utilizzate. Se è stato installato un programma di accesso remoto, è necessario disinstallarlo e far controllare il dispositivo in questione da un tecnico specializzato. In caso di danni finanziari, l’UFCS raccomanda di informare la banca e di sporgere denuncia alla polizia.

Utilizzare l’e-banking in modo sicuro può richiedere un po’ più di attenzione. Questo sforzo supplementare non è però un dettaglio trascurabile, bensì un’importante misura di protezione per il vostro denaro, i vostri dati e la vostra sicurezza informatica. Proprio perché molte cose sembrano sorprendentemente reali, è fondamentale mantenere uno spirito critico.

Grazie ai consigli sopra riportati potrete riconoscere questi tentativi di frode ed evitare danni!

La campagna nazionale di sensibilizzazione S-U-P-E-R.ch 2026 all’insegna del motto «SUPER, NO?» invita quindi a verificare sempre la plausibilità delle informazioni e ad attenersi alle note strategie di sicurezza informatica.

Ulteriori informazioni

www.s-u-p-e-r.ch