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Pubblicato il 20 gennaio 2026

Settimana 3: Quando gli hacker si danno all’ottimizzazione dei motori di ricerca

Per molti utenti, i motori di ricerca fanno da Cicerone su Internet. I risultati visualizzati sembrano presentare contenuti verificati e pertinenti. I truffatori sfruttano proprio questa autorevolezza, manipolando i risultati di ricerca per reindirizzare gli utenti verso siti web fraudolenti, spesso senza che gli operatori del sito o i visitatori se ne rendano conto immediatamente.

Nelle ultime settimane l’UFCS ha ricevuto diverse segnalazioni circa risultati di ricerca manipolati su Google, provenienti da ricerche sospette in relazione a siti web legittimi e più o meno noti. Sebbene nei risultati della ricerca i titoli dei siti web venissero visualizzati correttamente, le descrizioni sottostanti contenevano testi criptici, stringhe di caratteri incoerenti o dichiarazioni fuorvianti. Il testo visualizzato non aveva alcun legame riconoscibile con il contenuto effettivo del sito web. Cliccando sui risultati di ricerca di questo tipo si apriva un sito web fraudolento. Tuttavia, quando l’indirizzo Internet è stato richiamato direttamente nel browser, è apparso il contenuto legittimo previsto.

Il contenuto di un sito web dipende quindi da come e da dove si accede alla pagina: ogni volta che si accede a una pagina internet, il browser trasmette al server web informazioni tecniche, tra cui il cosiddetto «user agent», che contiene informazioni sul browser, sul sistema operativo e sul tipo di dispositivo utilizzato. Inoltre, viene trasmesso il «referrer HTTP», che indica il sito web da cui proviene l’accesso.

Queste informazioni vengono solitamente utilizzate per l’ottimizzazione tecnica dei siti web, ad esempio per adattare le dimensioni dello schermo ai diversi dispositivi terminali. Nei casi segnalati all’UFCS, tuttavia, questi dati vengono utilizzati in modo improprio: le pagine forniscono specificamente contenuti manipolati e reindirizzamenti quando si accede da Google, mentre i visitatori abituali che aprono il sito web direttamente dal browser vedono il contenuto originale invariato.

Poiché il sito web viene visualizzato correttamente in caso di accesso diretto, la manipolazione rimane a lungo nascosta. L’obiettivo dei truffatori è di indurre l’operatore del sito web a ignorare inizialmente le segnalazioni dei visitatori più inquieti: accedendovi direttamente e non tramite Google, solitamente non nutre sospetti.

Tuttavia, anche il motore di ricerca Google viene ingannato in questo modo: Google monitora costantemente tutto il web alla ricerca di siti nuovi o modificati. Il motore di ricerca utilizza il nome «Googlebot» come tipo di browser. Il codice infiltrato malevolo analizza lo «user agent» per la parola «Googlebot» e in caso di riscontro positivo offre contenuti manipolati, che vengono poi inclusi anche nell’anteprima dei risultati di ricerca. La rilevanza e il ranking associato rimangono invariati, almeno per un po’, e i truffatori approfittano della reputazione del sito web originale. Gli hacker prendono quindi di mira soprattutto i siti web che hanno il ranking più alto possibile.

Aspetti psicologici della manipolazione

Il successo di questo approccio non si basa esclusivamente su metodi tecnici, ma anche su fattori umani. Gli utenti ripongono grande fiducia nei motori di ricerca e presumono automaticamente che i risultati visualizzati siano affidabili e pertinenti. Questa fiducia porta a una sorta di «scorciatoia cognitiva»: gli utenti cliccano sui risultati senza controllare attentamente ogni singola voce. I siti web fraudolenti sfruttano questo comportamento automatico apparendo legittimi, mostrando titoli corretti e reindirizzando gli utenti a contenuti fraudolenti solo dopo che vi hanno cliccato.

Anche il cosiddetto «effetto autorità» gioca un ruolo importante: i siti web che appaiono in alto nei motori di ricerca sono percepiti come credibili e affidabili, aumentando la probabilità che gli utenti facciano clic sui link manipolati. Grazie alla combinazione mirata di manipolazione tecnica ed espedienti psicologici, i truffatori possono aumentare in modo significativo le possibilità di successo dei loro siti web fraudolenti senza che l’utente o gli operatori dei siti web compromessi se ne rendano conto.

Raccomandazioni

  • Gli attacchi ai sistemi di gestione dei contenuti possono essere ridotti in modo massiccio installando tempestivamente tutti gli aggiornamenti disponibili.
  • Oltre alla normale autenticazione (nome utente e password) per l’accesso all’area di amministrazione, l’UFCS raccomanda l’uso dell’autenticazione a due fattori.
  • L’accesso degli amministratori deve essere limitato agli indirizzi IP utilizzati dagli amministratori stessi.

Ulteriori informazioni

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