Settimana 40: Miti sui malware e misure da adottare in caso di sospetto di un’infezione
L’UFCS sta ricevendo un numero crescente di segnalazioni concernenti attacchi mirati di malware. La settimana scorsa sono stati presentati i modi con i quali un dispositivo può essere infettato, questa seconda parte illustra invece come comportarsi in caso di sospetto di un’infezione. Sfata inoltre i miti diffusi su cui l’UFCS riceve regolarmente richieste di chiarimenti.
Riguardo ai malware sussistono ancora alcune credenze comuni che spesso non sono più attuali. All’UFCS viene chiesto di frequente se il semplice fatto di aprire un sito web o un’e-mail possa infettare un dispositivo.
Aprire un’e-mail o una pagina web può causare un’infezione?
Attualmente l’apertura di un’e-mail, di un messaggio WhatsApp o di un sito web può infettare un dispositivo solo in casi molto rari e specifici. I sistemi operativi e i browser moderni sono dotati di numerosi meccanismi di sicurezza. Se il sistema operativo, il browser e i programmi utilizzati vengono tenuti aggiornati, per i truffatori è praticamente impossibile installare un qualsiasi programma sul dispositivo senza un’azione dell’utente. Infatti, di norma per un’operazione del genere è necessaria un’azione o un consenso da parte della persona coinvolta. Analogamente, la ricezione di una chiamata fraudolenta non comporta l’installazione di malware sul cellulare.
Vi sono tuttavia eccezioni. Alcuni siti web o file appositamente modificati possono tentare di sfruttare falle di sicurezza presenti nei sistemi operativi, nei browser o in altri programmi. In certi casi, anche un sistema completamente aggiornato potrebbe essere compromesso da falle di sicurezza ancora sconosciute. I cosiddetti attacchi «zero day» sono rari e non colpiscono su larga scala, bensì in maniera mirata contro vittime selezionate (p. es. personaggi politici di rilievo, collaboratori presso organizzazioni internazionali, diplomatici ecc.).
Oggigiorno accade sempre più spesso che gli hacker cerchino di indurre l’utente a compiere un’azione. Per esempio, con un pretesto lo convincono a installare un programma o a eseguire un comando che infetta il dispositivo in questione.
I sistemi macOS sono protetti meglio dai ciberattacchi?
Anche gli utenti di macOS possono essere colpiti da malware, poiché per questo sistema esistono altrettanti programmi ostili, come quelli per il furto di dati di accesso o per lo spionaggio, nonché malware che criptano i dati o che utilizzano il computer in modo improprio per sferrare ulteriori attacchi. In sintesi: tutti i programmi disponibili sui dispositivi Windows lo sono anche sul sistema macOS.
Apple ha integrato diverse funzioni di sicurezza in macOS. Sebbene esse offrano una protezione importante, non rendono un dispositivo Mac inattaccabile. Pertanto, anche su un Mac occorre installare gli aggiornamenti di sicurezza e scaricare i programmi solo da fonti affidabili.
Uno scanner antivirus protegge da tutte le infezioni?
Uno scanner antivirus costituisce una misura di protezione fondamentale, ma non totale. Un nuovo malware potrebbe inizialmente risultare sconosciuto. L’antivirus impiega un certo tempo a rilevare un malware. Il riconoscimento da parte di un software antivirus può subire dei ritardi, soprattutto quando si tratta di infezioni diffuse a livello regionale. Inoltre, un attacco può essere mirato a indurre l’utente a compiere autonomamente un’azione dannosa. Un antivirus deve quindi essere considerato solo come uno strato protettivo aggiuntivo, ma non come l’unica forma di protezione. Non sostituisce né gli aggiornamenti di sicurezza né un comportamento prudente da parte dell’utente.
Come si riconosce un’infezione?
Non sempre è possibile riconoscere un’infezione immediatamente: un malware è solitamente programmato in modo da operare in modo discreto. Gli hacker, infatti, vogliono rimanere nascosti il più possibile. Gli avvertimenti del programma antivirus o del sistema operativo costituiscono un’indicazione importante e pertanto non devono mai essere ignorati. In particolare, quando un programma di sicurezza ha individuato e bloccato un malware occorre esaminare l’avviso con maggiore attenzione. È necessario prestare attenzione agli avvisi che compaiono improvvisamente e che avvertono che il dispositivo è stato infettato invitando a chiamare un dato numero. Tali avvisi sono tentativi di frode (Fake-Support).
Di seguito sono elencati ulteriori possibili segnali:
- Estensioni inspiegabili del browser;
- Modifiche insolite alle impostazioni del browser o del sistema;
- Pubblicità improvvise o reindirizzamenti imprevisti nel browser;
- Utilizzo insolitamente elevato di CPU, di spazio d’archiviazione o di rete;
- Rallentamento notevole e ingiustificato del dispositivo;
- Avvio o arresto improvviso dei programmi;
- Aumento degli errori di sistema;
- Modifica, eliminazione o crittografia dei dati locali;
- Accessi sconosciuti su conti online;
- Invio di e-mail o messaggi sospetti;
- Malfunzionamento improvviso di password o di altri dati di accesso.
Nessuno di questi segnali, di per sé, costituisce una prova di infezione. Un computer lento può avere anche altre cause. Tuttavia, diverse osservazioni insolite verificatesi contemporaneamente giustificano un’indagine più approfondita.
Raccomandazioni
- Se sospettate che il vostro dispositivo sia stato infettato da un malware, fatelo controllare da uno specialista.
- Le modifiche apportate dai malware al sistema spesso non sono facilmente reversibili. Per questo motivo, in caso di infezione l’intero sistema deve essere resettato. Effettuare regolarmente i backup permette di evitare una perdita dei dati.
- Dopo la reinstallazione, modificate le password per tutti gli accessi online (e-mail, e-banking, social network ecc.), poiché il malware potrebbe averle trasmesse agli hacker.
- Se utilizzate l’apparecchio anche per lavoro o se si tratta di un dispositivo aziendale, informate il datore di lavoro o il reparto IT dell’impresa.
- Nel caso di uno smartphone si consiglia di ripristinare le impostazioni di fabbrica («factory reset») e quindi di configurarlo nuovamente.
- Anche i dispositivi IoT possono essere ripristinati alle condizioni di fabbrica e configurati nuovamente. Installate il firmware più recente, proteggete l’apparecchio con una password sicura e non consentite alcuna connessione da Internet al dispositivo. Se il modello del dispositivo è talmente vecchio da non disporre più di un firmware aggiornato, occorre considerarne, laddove possibile, la sostituzione.
