Settimana 41: Quando il riferimento alla Svizzera inganna - negozi online con indirizzo di restituzione in Asia
Un dominio .ch, il nome di una città svizzera nell’URL e la storia toccante di un’attività fondata in Svizzera: tutto sembra essere locale e affidabile. Tuttavia, gettando uno sguardo più approfondito all’impressum, alle condizioni generali oppure nel codice sorgente del sito web si scopre che l’azienda ha sede all’estero, le immagini sono state generate con l’IA e il magazzino si trova in Asia.
Ogni settimana vengono segnalati all’UFCS numerosi negozi online fraudolenti o altamente discutibili. Al momento a distinguersi particolarmente sono vari negozi che operano ricorrendo a una forma subdola di «swiss washing»: sfruttano la fiducia nel commercio online svizzero in modo mirato per vendere merce di bassa qualità proveniente dall’Asia a prezzi eccessivi. In alcuni casi i prodotti non vengono nemmeno consegnati.
La trovata: Una facciata svizzera che nasconde una realtà straniera
Questi negozi si presentano in modo molto professionale e utilizzano spesso nei loro indirizzi web una combinazione di un nome (spesso femminile) e di una città svizzera. Grazie all’utilizzo di un dominio .ch e ai costanti sconti elevati si ha subito l’impressione di acquistare da una boutique locale. In pagine come «Chi siamo» viene spesso raccontata la toccante storia fittizia della fondazione di un’azienda nel cuore della Svizzera.
Ricorrono tipicamente anche storie di una presunta imminente cessazione dell’attività o liquidazione, utilizzate per giustificare gli sconti elevati. Ma la realtà è diversa. Gettando uno sguardo approfondito ai dati giuridici generali dei negozi segnalati si rivela che:
- Manca completamente un impressum oppure, se è presente, rimanda, per esempio, a una persona fisica in Portogallo, a una società bucalettere in Inghilterra oppure a un indirizzo nei Paesi Bassi;.
- Tra le condizioni per il rimborso («refund policy») è indicato che il magazzino principale si trova in Asia.
- Per presentare vasti assortimenti di merce senza grandi sforzi ma con foto professionali di modelli, i gestori dei siti utilizzano l’intelligenza artificiale (IA), spesso senza nemmeno prendersi la briga di nascondere le proprie tracce, infatti, osservando il codice sorgente del sito web oppure l’URL delle immagini si può notare come i file abbiano nomi come ChatGPT_Image_[data].png.
La brutta sorpresa dopo avere effettuato l’ordine
Chi si lascia attirare dai presunti sconti ed effettua un ordine spesso non riceve nulla per diverse settimane. Quando finalmente la merce viene consegnata, si scopre che proviene direttamente dall’Asia ed è notevolmente diversa dalle immagini patinate generate con l’IA nella qualità, nei materiali o nelle dimensioni.
Il tentativo di restituirla rimane quasi sempre infruttuoso: poiché le condizioni generali stabiliscono che la rispedizione deve avvenire al magazzino principale, gli acquirenti si trovano improvvisamente confrontati con ingenti spese di porto verso l’Asia. Nella maggior parte dei casi questi costi per la rispedizione superano nettamente il valore della merce, impedendone di fatto la sostituzione
Warum das BACS solche Seiten nicht einfach sperrt
Spesso viene richiesto all’UFCS di bloccare subito siti web come questi con dominio .ch. Tuttavia, le basi giuridiche dell’ordinanza sui domini internet (ODIn) consentono all’UFCS di bloccarli direttamente tramite il gestore del registro SWITCH solo se rappresentano una minaccia tecnica (p. es. phishing di dati sensibili oppure diffusione di malware).
Le indicazioni fuorvianti sull’origine della merce, le condizioni generali poco trasparenti e le truffe del «dropshipping» rientrano nel campo di applicazione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) e del diritto penale. La competenza in materia di interventi contro tali pratiche spetta alle autorità di perseguimento penale e alla SECO. In questi casi quindi l’UFCS non può richiedere la chiusura dei siti web in questione.
Raccomandazioni
Per non cadere nella trappola di questi negozi online l’UFCS raccomanda di adottare le seguenti procedure di verifica prima di effettuare un acquisto su un negozio online sconosciuto:
- Non fate affidamento solamente su un dominio .ch o sul nome di una città nel logo, ma cercate l’impressum («legal notice») e l’effettiva controparte contrattuale nonché il luogo dove ha la sua sede, controllate le linee guida per il rimborso («refund policy») e dove occorre inviare un eventuale reso.
- Prestate attenzione alle immagini se sembrano innaturalmente perfette, cliccateci sopra con il tasto destro del mouse, se state navigando da un computer, e verificate l’indirizzo web dell’immagine (spesso tramite l’opzione «Apri l’immagine in una nuova scheda»), se trovate termini come «ChatGPT» o «DALL-E» prestate la massima attenzione.
- Non lasciatevi mettere sotto pressione da conti alla rovescia e sconti insolitamente elevati.
- Cercate su Internet il nome del negozio online abbinato a termini come «esperienze», «frode» o «scam».
- Segnalate l’accaduto alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), in caso di danni finanziari sporgete denuncia alla polizia e informate le organizzazioni dei consumatori, come per esempio la Stiftung für Konsumentenschutz (disponibile solo in tedesco).


