Sono vittima di un attacco ransomware. E adesso?
I ransomware possono causare danni considerevoli, in particolare se sono toccati anche i backup dei vostri dati. In caso di attacco ransomware mantenete la calma e agite con cautela.
Trovare la via di infezione e impedirne una nuova è l’obiettivo principale. Resettate i sistemi colpiti e ripristinate i dati recuperando i backup.
Se all’interno dell’autorità non sono disponibili le competenze tecniche necessarie, chiedete il supporto di una ditta specializzata.
In caso di attacco ransomware occorre prestare attenzione a quanto segue.
Limitare i danni
Scollegate immediatamente i sistemi infettati dalla rete staccando il cavo di rete dal computer e spegnendo eventuali adattatori WLAN.
Identificare i sistemi infettati
Per identificare i sistemi colpiti possono essere utili i file di log, che permettono ad esempio di rilevare gli accessi alle unità di rete. Anche i metadati dei file criptati possono fornire indizi sui sistemi infettati, ad esempio quali account hanno generato i file. Salvate i file di log.
Rilevare
Tramite i log dei server dell’e-mail, i proxy, i firewall ed eventuali altri software di sicurezza è possibile determinare il grado di infezione e rilevare gli indirizzi URL e IP dell’hacker. Bloccandoli sul server proxy internet e sul firewall si evita il collegamento indesiderato all’infrastruttura dell’hacker. Nel caso di infezione via posta elettronica, a volte sono presenti dei link (URL e indirizzo IP) direttamente nell’e-mail o in un allegato.
Analisi forensi
Stabilite da subito se debba essere eseguita un’analisi forense, soprattutto se intendete sporgere denuncia. In questo caso, informate le autorità di perseguimento penale fin dall’inizio e discutete con loro le fasi successive (osservazione del malware, contromisure ecc.).
I backup delle memorie temporanee e dei dischi rigidi dovrebbero essere eseguiti da un collaboratore esperto o da un fornitore di servizi prima di ulteriori tentativi di ripristino o del riavvio dei sistemi colpiti. In un secondo tempo le indagini forensi sono quasi impossibili. Se all’interno dell’autorità non fossero disponibili le competenze necessarie, si consiglia di rivolgersi a un esperto.
Backup dei dati criptati
Se non sono disponibili backup o anche quest’ultimo è stato criptato, consigliamo di conservare e salvare i dati cifrati in modo che possano essere decodificati in un secondo momento, sempreché si trovi una soluzione. In alcuni casi le autorità di sicurezza e di perseguimento penale ottengono infatti l’accesso a chiavi e metodi di decodifica nel corso delle loro indagini.
Reinstallare i sistemi colpiti
Prima di ripristinare i dati, reinstallate i sistemi infettati. Il sistema operativo utilizzato deve provenire da un supporto dati affidabile.
A determinate condizioni è anche possibile ripristinare i dati parzialmente o totalmente senza backup. In alcuni casi la decodifica dei dati può andare a buon fine se:
- l ransomware non ha criptato o cancellato le copie shadow di Windows;
- esistono snapshot di macchine virtuali o precedenti versioni dei file su servizi cloud;
- è possibile il ripristino forense dei file cancellati;
- la funzione di cifratura del ransomware contiene errori.
Su https://www.nomoreransom.org/ sono disponibili consigli per identificare il malware ed è possibile scaricare chiavi di decodifica note. Nomoreransom.org è un progetto congiunto della polizia olandese e di Europol al quale partecipa anche la Confederazione Svizzera.
Obblighi di segnalazione e denunce penali
Segnalate all'UFCS
Il 7 marzo 2025, il Consiglio federale ha posto in vigore l’obbligo di segnalare ciberattacchi contro le infrastrutture critiche valido a partire dal 1° aprile 2025. I gestori di infrastrutture critiche saranno tenuti a segnalare ciberattacchi all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) entro le 24 ore successive alla loro individuazione. Se in occasione della prima segnalazione da effettuare entro 24 ore non è ancora possibile fornire tutte le informazioni necessarie, vige un termine di 14 giorni per completare la segnalazione.
Segnalate all'FPDT
Secondo l’articolo 24 della nuova legge federale sulla protezione dei dati (LPD), entrato in vigore il 1° settembre 2023, le violazioni della sicurezza dei dati devono essere segnalate all’IFPDT se comportano un rischio elevato per la personalità o i diritti fondamentali delle persone interessate dalla fuga di dati. La disposizione si applica a privati, aziende e organi federali. La notifica all’IFPDT deve essere effettuata il prima possibile.
Denuncia alla polizia del Cantone
Sporgete denuncia alla polizia del Cantone in cui si trova la vostra impresa. Sul sito www.suisse-epolice.ch potete trovare la centrale di polizia più vicina e le informazioni di contatto.
Pagamento di riscatti
- L’UFCS consiglia di non pagare riscatti. Non vi è alcuna garanzia che dopo il pagamento l’hacker non pubblichi i dati sottratti o non ne tragga altri profitti. Inoltre, ogni estorsione riuscita motiva l’hacker a ripetere questo tipo di attacco, ne finanzia lo sviluppo e ne promuove la diffusione;
- se doveste comunque prendere in considerazione il pagamento del riscatto, l’UFCS consiglia vivamente di discuterne con la polizia cantonale.
