Cibersicurezza nella catena di fornitura
Per mitigare i rischi di sicurezza informatica lungo la catena di fornitura, le organizzazioni devono comprendere e valutare i propri rischi, definire i requisiti e le direttive per i propri fornitori, venditori e provider e verificarne la conformità. A tal fine, le aziende, le autorità e le organizzazioni dovrebbero adottare un approccio strategico relativamente ai rischi di sicurezza informatica nell’ambito IT/OT nella catena di fornitura, noto come gestione del rischio della catena di fornitura informatica (C-SCRM).
Idealmente, la strategia si dovrebbe basare su una revisione continua di tutte le dipendenze nella catena di fornitura IT/OT. Il National Institute of Standards and Technology (NIST) (inglese) ha diffuso una pubblicazione e pratiche chiave (NISTIR 8276) (inglese) al riguardo.
Progetto pilota insieme a Planzer Trasporti SA
Per consentire alle aziende, alle autorità e alle organizzazioni svizzere di implementare in modo pragmatico i requisiti in materia di cibersicurezza nella catena di fornitura, l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha condotto un progetto pilota insieme a Planzer Trasporti SA e ha sviluppato un ciclo semplice con strumenti concreti.
Protezione contro i ciberattacchi nella catena di fornitura
1. Conoscere la catena di fornitura e i ciberrischi
2. Selezione e priorizzazione dei fornitori
- Partner che hanno un accesso privilegiato ai sistemi interni dell’organizzazione e possono quindi avere un impatto negativo sull’ambiente IT/OT dell’organizzazione. Ad esempio, i partner che sono responsabili del funzionamento di un sistema nella rete dell’organizzazione.
- Partner che forniscono hardware o software all’organizzazione e che possono causare danni se compromessi. Si tratta, ad esempio, di Microsoft Office o di altre applicazioni o sistemi specializzati autogestiti.
- Partner che forniscono all’organizzazione servizi importanti. L’interruzione di questi servizi ha un impatto sulla riservatezza, la disponibilità e l’integrità dei dati. Si tratta, ad esempio, di partner SaaS, partner logistici, partner di outsourcing come service desk o fornitori di prodotti.
Per fissare le priorità relativamente ai fornitori, l’organizzazione deve essere consapevole dei potenziali rischi informatici del fornitore, del tipo di dipendenza esistente e delle informazioni condivise con il fornitore. Per consentire alle organizzazioni di porre le domande giuste e di attuare misure specifiche per la propria resilienza informatica, l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha collaborato con Planzer Trasporti SA per sviluppare domande chiave.
3. Punto della situazione
4. Colloquio preliminare con il fornitore e discussione della verifica del fornitore
5. Verifica del fornitore
L’esperienza di Planzer Trasporti SA ha dimostrato che le condizioni della propria catena di fornitura possono essere migliorate solo se i fornitori riconoscono la necessità del cambiamento e i vantaggi per la loro azienda. Pertanto, la gestione della catena di fornitura dovrebbe concentrarsi sulla creazione di competenze da parte dei fornitori. In pratica, si distinguono due approcci all’audit dei fornitori: autovalutazione e ispezioni in loco.
L’autodivulgazione delle informazioni rappresenta una buona base per ulteriori strumenti di verifica, come visite in loco o audit. Gli audit si basano fondamentalmente sul presupposto che i fornitori non siano disposti a implementare i requisiti del cliente e che quindi sia necessario un approccio di controllo. L’esperienza pratica di Planzer Trasporti SA indica che i fornitori in genere desiderano implementare i requisiti ma non sono in grado di farlo o necessitano incentivi. Per aiutare le organizzazioni a porre le domande giuste ai propri fornitori, l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha collaborato con Planzer Trasporti SA per sviluppare domande orientative.








