Danni finanziari – Cosa fare?
Quando si verifica un danno finanziario, spesso è già troppo tardi: solo in casi estremamente rari è possibile recuperare i fondi persi. Il tempo è un fattore importante in questo contesto. Chi agisce con rapidità e prudenza può limitare i danni e, eventualmente, bloccare le transazioni fraudolente.
I danni finanziari causati dalla cibercriminalità si manifestano in vari modi. Spesso sono collegati al phishing, al malware, a credenziali di accesso compromesse o a truffe quali falsi negozi online, frodi sugli investimenti o i cosiddetti «romance-scam». I primi segnali di un danno finanziario sono addebiti non riconosciuti sull’estratto conto, fatture inaspettate o solleciti relativi a merci mai ordinate. Anche le notifiche della banca relative a transazioni insolite o al blocco improvviso di carte o conti possono costituire segnali di allarme. Controllate quindi regolarmente e con attenzione i vostri estratti conto bancari e quelli delle carte di credito.
In caso di danno economico, l’UFCS raccomanda di sporgere denuncia presso la polizia locale, preferibilmente previa segnalazione telefonica. In caso di pagamenti all’estero o effettuati tramite criptovalute, le possibilità di ottenere un rimborso sono di norma notevolmente inferiori. È comunque importante sporgere denuncia alla polizia.
Anche nel caso di negozi online fraudolenti o false piattaforme di investimento, ottenere un rimborso risulta spesso difficile, poiché i pagamenti sono stati per lo più effettuati volontariamente e quindi difficilmente possono essere contestati come addebiti illegittimi.
Se riscontrate o sospettate un danno finanziario, agite in modo rapido e sistematico:
- Contattate immediatamente la vostra banca o il fornitore della carta di credito e fate bloccare le carte e i conti interessati. Molti operatori dispongono di una linea telefonica dedicata al blocco delle carte, attiva 24 ore su 24.
- Segnalate tempestivamente l’accaduto alla vostra banca e richiedete che il pagamento fraudolento venga bloccato.
- Fate verificare le transazioni sospette e, se possibile, richiedete la loro revoca. Più velocemente agite, maggiori sono le possibilità di successo.
TWINT
TWINT è molto diffuso in Svizzera e conta circa 6 milioni di utenti regolari. Il servizio è però molto apprezzato anche dai cibercriminali. In particolare su piattaforme online come tutti.ch, anibis.ch o ricardo.ch, ma anche tramite i social network e i servizi di messaggistica, vengono messe in atto truffe mirate che sfruttano TWINT. Spesso anche i classici messaggi di phishing finiscono per sfociare in un pagamento tramite TWINT. I malintenzionati approfittano del fatto che i pagamenti tramite TWINT vengono eseguiti immediatamente e, di norma, non possono più essere stornati. A ciò si aggiunge il fatto che tramite gli account compromessi i truffatori cercano spesso di occultare i flussi di denaro a fini di riciclaggio. Così i privati possono essere sfruttati a loro insaputa come cosiddetti «agenti finanziari». Per proteggersi efficacemente occorre conoscere i trucchi più comuni.
- Adeguate il limite TWINT nell’app alle vostre effettive esigenze: in questo modo limiterete il possibile danno in caso di uso improprio.
- TWINT funziona esclusivamente tramite l’app ufficiale. Non esiste alcun sito web di TWINT in cui sia necessario inserire numeri di telefono, codici o dati di pagamento per effettuare la registrazione. Qualsiasi sito web che si presenti come TWINT è un tentativo di truffa.
- Non cliccate mai sui link che sembrano provenire da TWINT, nemmeno se contenuti in SMS, e-mail o messaggi di testo inviati da acquirenti e venditori su piattaforme di vendita online.
- Chi riceve denaro tramite TWINT non deve né inserire un codice né confermare un link. Se ricevete una richiesta simile, si tratta di una truffa volta a ottenere un pagamento dal vostro conto.
- I criminali inviano screenshot, SMS o e-mail come presunte prove di un pagamento TWINT effettuato. Verificate i pagamenti in entrata esclusivamente nell’app TWINT.
- I cibercriminali, nell’ambito di un piano ben preciso, reclutano persone disposte a mettere a disposizione il proprio TWINT o il conto bancario ad esso collegato per il trasferimento di fondi. Chi riceve denaro da persone sconosciute e lo trasferisce, potrebbe favorire il riciclaggio di denaro e, in determinate circostanze, rendersi perseguibile penalmente, anche se l’origine del denaro non è nota.
