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Pubblicato il 30 marzo 2026

Rapporto semestrale 2025/2

Nel secondo semestre del 2025 l’UFCS ha ricevuto 29 006 segnalazioni volontarie e 145 obbligatorie, il che conferma un numero complessivo di segnalazioni pervenute che si mantiene stabile a un livello elevato. Il 52 per cento di esse è riferito al fenomeno delle «truffe», sebbene le telefonate minatorie a nome di false autorità , predominanti sin dalla metà del 2023, abbiano registrato un calo significativo. Anche in questa seconda metà dell’anno le principali minacce in Svizzera sono rimaste le stesse, benché si siano osservati sviluppi rilevanti nelle specifiche modalità di esecuzione delle forme descritte.

Varianti di phishing studiate ad hoc per la Svizzera

I cibercriminali hanno continuato a condurre campagne di «voice phishing» e «real-time phishing» attraverso annunci pubblicitari ingannevoli sui motori di ricerca. Parallelamente sono tuttavia emerse anche varianti più sofisticate e mirate, contenenti tra l’altro elementi specifici del contesto svizzero – con, ad esempio, programmi fedeltà. Attraverso il cosiddetto doppio phishing («double phishing» ), inoltre, i criminali si sono serviti di un recente attacco di phishing andato a buon fine per prendere nuovamente di mira le vittime con l’inganno telefonico. Dall’estate del 2025 sono comparsi per la prima volta anche in Svizzera gli SMS blaster, con cui si aggirano i filtri degli operatori di servizi di comunicazione per diffondere SMS di phishing.

Ransomware, una minaccia costante da non sottovalutare

Il «ransomware» e la conseguente estorsione di dati continuano a rappresentare una minaccia opportunistica per le organizzazioni svizzere di ogni tipo. Sono 57 i casi comunicati all’UFCS su base volontaria o in virtù dell’obbligo di segnalazione. La variante «Akira», che già nel primo semestre del 2025 era tra i ransomware più diffusi nel nostro Paese, ha ulteriormente intensificato le proprie attività nel periodo in esame. A favorire questa sua espansione sono stati in particolare i dispositivi SonicWall, dal momento che le istruzioni correttive pubblicate dal produttore a seguito di una vulnerabilità emersa nel 2024 non sono state applicate sistematicamente da tutti gli utenti interessati.

Attacchi a filiere internazionali del software

Nel secondo semestre del 2025 numerose organizzazioni svizzere sono state colpite, oltre che da vulnerabilità presenti in prodotti software di largo consumo, anche dalla compromissio-ne di componenti consolidati e ampiamente utilizzati in software «open source» (OSS). Nel contesto delle due campagne «Shai-Hulud» di settembre e novembre 2025, ad esempio, oltre mille pacchetti npm («Node Package Manager») sono stati infettati con un numero di download mensili nell’ordine delle centinaia di milioni. Queste complesse interdipendenze tecniche mettono a dura prova i responsabili delle infrastrutture informatiche, dal momento che la presenza di una lacuna in materia di sicurezza in queste librerie di software rende potenzialmente vulnerabili tutte le applicazioni contenenti tali componenti nel loro codice.

Reti ORB in Svizzera

Cresce costantemente il numero di dispositivi compromessi facenti parte di reti ORB occulte. Si tratta di reti generalmente costituite da dispositivi connessi a Internet (IoT) e router infettati da «software dannosi» , che vengono utilizzati per diversi tipi di attacco violando la privacy dei rispettivi proprietari. Servendosi di questa infrastruttura d’attacco, i criminali hanno sfruttato una moltitudine di dispositivi di persone fisiche e organizzazioni svizzere per colpire i loro bersagli. Per contrastare efficacemente tali reti, è dunque fondamentale aggiornare regolarmente i dispositivi esposti a Internet. Già nel 2024 era emerso a livello internazionale che anche attori di calibro statale utilizzano infrastrutture come le reti ORB per compiere attività di spionaggio e sabotaggio.

Nei capitoli che seguono il rapporto semestrale illustra osservazioni e sviluppi nei settori del malware, degli attacchi alla disponibilità di siti e servizi online, della gestione dei dati, del ci-berspionaggio e del cibersabotaggio. Nonostante un contesto geopolitico sempre più teso, l’impatto delle ciberminacce sulla Svizzera pare relativamente stabile e la ciber-resilienza risulta in buona parte solida.

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