Cosa fare in caso di ricatti digitali?
I cibercriminali utilizzano e-mail, social media o account hackerati per esercitare pressioni sulle persone, solitamente allo scopo di estorcere loro denaro oppure spingerle a compiere determinate azioni. Mantenere la calma, rifiutarsi di pagare e agire in modo strutturato può aiutare a limitare i danni.
Il ricatto digitale può assumere diverse forme: per esempio, i cibercriminali possono minacciare di pubblicare immagini o video sensibili («sextortion») oppure criptare i dati con un ransomware per poi chiedere un riscatto.
L’importante è mantenere la calma e non pagare il riscatto
Non date seguito alle richieste e non agite in modo avventato. Infatti, pagare il riscatto non garantisce che i truffatori cancellino veramente i dati o che non li pubblichino. In molti casi alle prime richieste ne seguono altre, poiché i criminali sanno che la vittima è disposta a pagare. Inoltre, pagando il riscatto si sostengono i truffatori e si promuovono così altre attività criminali.
Tenete a mente che molti tentativi di ricatto si basano su minacce prive di fondamento, perché i cibercriminali inviano spesso e-mail contenenti minacce in massa senza però disporre di materiale fotografico o video concreto, nella speranza che le vittime paghino spinte dalla paura o dalla vergogna (Fake Sextortion).
Questi ricatti possono provocare forti pressioni, vergogna o paura. Parlate dell’accaduto con una persona fidata. Se la pressione psicologica è molto forte può essere utile rivolgersi a un professionista per una consulenza. In ogni Cantone vi sono consultori dell’Aiuto che offrono sostegno gratuitamente e in modo confidenziale. Inoltre, in situazioni d’emergenza è possibile contattare il servizio nazionale di aiuto alle vittime 24 ore su 24 al numero 142.
Cosa fare se i contenuti sono già stati pubblicati
Quando vengono diffusi su Internet dati personali compromettenti o sensibili la situazione può diventare presto molto stressante. In caso di molestie online o di ciberbullismo le persone coinvolte vengono ridicolizzate, molestate oppure minacciate in modo mirato online, per esempio diffondendo contenuti compromettenti sui social media o su servizi di messaggistica istantanea.
Se i contenuti compromettenti sono già stati pubblicati su Internet, è decisivo agire rapidamente. Segnalate immediatamente i contenuti alla piattaforma interessata. La maggior parte dei social network come Facebook, Instagram, YouTube e TikTok dispongono di funzionalità specifiche per segnalare i contenuti pubblicati senza consenso. In molti casi le piattaforme sono tenute a esaminare e rimuovere i contenuti segnalati. Inoltre, potete anche richiedere la rimozione dei contenuti in questione dai risultati delle ricerche tramite il motore di ricerca Google. Impostate anche un avviso di ricerca su Google per essere informati sui nuovi contenuti pubblicati con il vostro nome. Tenete però a mente che, una volta pubblicati, i contenuti possono essere stati copiati e diffusi ulteriormente. Non è quindi possibile garantire che vengano rimossi completamente da Internet. Presentate in ogni caso denuncia alla polizia cantonale competente.
Le misure da adottare in caso di ricatto
- Interrompete ogni forma di comunicazione con i ricattatori e non rispondete più a ulteriori messaggi da loro inviati.
- Conservate tutte le prove, come screenshot e video, dati di contatto dei ricattatori, tutti i messaggi (cronologia della chat, e-mail, ecc.) e informazioni relative a eventuali transazioni.
- Sporgete denuncia alla polizia cantonale competente. Potete trovare una stazione di polizia vicina a voi tramite il sito web Suisse ePolice.
- Se sono stati pubblicati contenuti o se si ricevono minacce occorre rivolgersi immediatamente alla piattaforma interessata (p. es. YouTube, Facebook, Instagram, ecc.) e richiedere la cancellazione dei contenuti.
- Se l’accaduto è legato a un account compromesso cambiate subito tutte le password interessate da un dispositivo sicuro e attivate l’autenticazione a due fattori. Maggiori informazioni alla pagina Cosa fare se il mio dispositivo è stato infettato?
- Impostate un avviso di ricerca su Google per essere informati sui nuovi contenuti pubblicati con il vostro nome.
- Se sono coinvolti dati personali commerciali o degni di particolare protezione occorre in alcuni casi segnalare l’accaduto all’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT).
Ulteriori informazioni
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